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Fuoriclasse - I migliori della Finanza.

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🌟 Origine del Nome: Il nome "Fuoriclasse" è stato scelto per rappresentare l'approccio unico e distintivo che solo alcuni si meritano nel mondo della finanza. Esattamente come un fuoriclasse nello sport si distingue per le sue capacità e per il suo talento, così, attraverso questo blog, condividiamo opinioni di investimento che si distinguono nel panorama finanziario. Alla base della visione di Fuoriclasse c’è la Filosofia del Valore, un approccio che va controcorrente rispetto alla maggior parte del mercato.

📚 La Filosofia del Valore: Il Value Investing, o Filosofia del Valore, si focalizza su Azioni di grande qualità di aziende Leader, che il mercato sottovaluta nel breve periodo. Crediamo che, a lungo termine, il mercato riconoscerà il vero valore di questi strumenti. Questa filosofia è la nostra bussola del valore 🧭, che ci guida attraverso le fluttuazioni del mercato, per costruire analisi e modelli ponderati e strategici.

👥 Il Nostro Team: Fuoriclasse nasce dalla collaborazione di un team di professionisti consolidato e internazionale composto da Gestori e Analisti, ognuno dei quali vanta una storia personale ricca di esperienza e di successo nel settore della finanza da oltre 40 anni. Fuoriclasse combina competenze diverse per condividere opinioni basate su una solida comprensione dei mercati globali 🌍.www.fuoriclasse.it
Finances personnelles Politique Économie
Épisodes
  • Il mercato sta cambiando voce, non ciclo.
    Jan 12 2026
    L’inizio del 2026 offre ai mercati un segnale chiaro ma articolato: il quadro resta complessivamente costruttivo ✅, mentre la leadership sta cambiando . Non si tratta di un’inversione di ciclo, bensì di una rotazione sempre più evidente. Dopo una lunga fase di sovraperformance, l’universo legato all’intelligenza artificiale mostra prese di profitto 📉 e un indebolimento del momentum, mentre cresce l’interesse verso settori più ciclici e legati alla cosiddetta “old economy”. Il fattore value appare più resiliente, mentre il growth continua a reggere, ma senza l’impulso che aveva caratterizzato le fasi precedenti.

    Il messaggio non è che l’AI sia finita 🤖, ma che il mercato sta cercando un punto di equilibrio più sostenibile ⚖️. L’attenzione si sposta progressivamente dalla narrativa ai fondamentali: sostenibilità degli investimenti, tenuta dei margini e ritorni sul capitale. Le grandi aziende tecnologiche restano solide, ma le aspettative incorporate nei prezzi sono diventate esse stesse un elemento di freno. In questo contesto, la leadership tende ad allargarsi, un segnale tipico delle fasi di rotazione che possono durare settimane o mesi.

    Emergono inoltre segnali di “fatica” dell’AI: i principali gruppi tecnologici sono impegnati in una corsa agli investimenti infrastrutturali sempre più onerosa 💸, con il rischio di comprimere i margini in un contesto di concorrenza crescente. Lo scenario più plausibile non è uno scoppio improvviso, ma uno sgonfiamento graduale, mentre i benefici della tecnologia iniziano a diffondersi sull’intera economia. I dati sulla produttività statunitense, in forte accelerazione nel 2025, rafforzano questa lettura.

    Sul fronte macro, le statistiche storiche e le stime sugli utili restano incoraggianti 📈, con l’S&P 500 atteso crescere a doppia cifra nel 2026 e segnali di miglioramento anche tra mid e small cap. Le valutazioni elevate impongono però maggiore disciplina: il 2026 si prospetta come un mercato di selezione, in cui gestione del rischio e lucidità saranno determinanti.

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  • 2026: l’anno che mette alla prova le aspettative.
    Dec 22 2025
    La settimana finanziaria si è chiusa con un rimbalzo dei mercati 📈, che ha restituito fiducia dopo giorni complessi 🙂. Un dato sull’inflazione statunitense più debole delle attese ha riacceso le aspettative di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve, favorendo soprattutto il settore tecnologico. Il mercato ha interpretato il segnale come la conferma di una disinflazione in atto, accompagnata da un mercato del lavoro in graduale raffreddamento.

    Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione restano contenute, mentre quelle continuative sono in aumento 📊, indicando che rientrare nel mercato del lavoro sta diventando più difficile ⚠️. È il quadro tipico di un’economia che rallenta senza entrare in recessione, e che spiega un atteggiamento della Fed oggi più attento al rischio occupazionale che a quello inflazionistico.

    La lettura dei dati macro richiede però prudenza ⚖️. Dopo la chiusura del governo federale, la qualità delle statistiche è tornata sotto osservazione 👀 e lo stesso Bureau of Labor Statistics ha segnalato possibili distorsioni. Parte del rallentamento dei prezzi potrebbe riflettere fattori tecnici e stagionali, come gli sconti di fine anno.

    Nel frattempo, l’intelligenza artificiale resta il fulcro delle aspettative di crescita 🤖, ma con toni meno euforici 📉. Il caso Oracle ha riacceso i timori su una possibile bolla degli investimenti AI finanziati a debito. Anche Nvidia, simbolo del ciclo, è sempre più al centro di una riflessione sulle valutazioni. I Magnificent 7 rappresentano oltre il 30% dell’S&P 500 e richiedono utili e margini eccezionali per giustificare i multipli attuali.

    Sotto la superficie, la leadership di mercato si sta ampliando 🌍📈.

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    8 min
  • Fed accomodante, AI che scricchiola: il mercato entra in una fase delicata.
    Dec 15 2025
    📊 Nella puntata di lunedì 15 dicembre analizziamo una settimana chiave per i mercati, segnata da tre eventi solo apparentemente scollegati: la reazione positiva alla Fed, le perplessità del mercato sui piani di investimento in AI di Oracle e la copertina del TIME dedicata agli “Architetti dell’Intelligenza Artificiale”. 📌Tre segnali che raccontano la stessa storia: siamo nel pieno di un ciclo rialzista sostenuto da AI, liquidità abbondante e valutazioni sempre più tirate, soprattutto sull’S&P 500.

    📰 La copertina del TIME richiama la storica “maledizione”: quando un tema diventa narrazione dominante, spesso si avvicina un punto di svolta. Non è un invito a vendere, ma un campanello d’allarme su un settore ormai affollato. 🤖 I Magnifici 7, un tempo dominatori di regni separati, oggi competono direttamente tra loro su chip, cloud, data center e servizi AI, alimentando una corsa agli investimenti sempre più costosa. La concentrazione dell’indice è elevata: tecnologia e comunicazioni rappresentano oltre il 45% della capitalizzazione e circa il 40% degli utili.

    🔎 I primi scricchiolii emergono con Oracle, penalizzata per un piano di capex AI finanziato in larga parte a debito, segnale di una spesa che potrebbe correre più veloce dei ritorni attesi. Le bolle non nascono dalla tecnologia, ma da aspettative eccessive, leva finanziaria e concorrenza interna.

    🏦 Sul fronte macro, la Fed ha adottato una linea “ibrida”: taglio dei tassi e ritorno agli acquisti di Treasury a breve, di fatto una nuova iniezione di liquidità. Powell appare più preoccupato per il mercato del lavoro che per un’inflazione ormai vicina al target.

    📈 Con mercati vicini ai massimi e utili attesi molto ambiziosi, il margine di errore è ridotto. 🧭 La risposta per l’investitore resta la disciplina: ridurre la concentrazione sull’AI, riequilibrare verso settori più tradizionali e mantenere un approccio fondato su diversificazione, fondamentali e margine di sicurezza.

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